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Posted by Paolo Brigatti

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come scegliere temi wordpress
Siti web

Come scegliere i migliori temi WordPress per il tuo sito web

Ecco il metodo per scegliere temi WordPress e creare siti web efficaci

Quando si decide di creare il sito web del proprio brand, dell’azienda per cui si lavora, o per il proprio progetto personale, la scelta dello stile e della grafica di quest’ultimo può essere un vero e proprio grattacapo, per questo motivo sono stati creati temi WordPress che possono aiutarti a definirne la struttura base.

I template WordPress sono di fatto la base su cui strutturare il proprio sito web, e scegliere quello perfetto per le proprie esigenze non è sempre la cosa più facile ed immediata.

Se per molti il tema è da considerare solo in base all’estetica, ti posso assicurare che un template WordPress è molto di più.
Quando si ricerca un tema WordPress bisogna tenere in considerazione, oltre all’estetica, anche quali caratteristiche e funzionalità fanno al caso nostro.

Per questo motivo, scegliere un template senza analizzarne tutte le caratteristiche o senza valutarne le performance, ti potrebbe portare a buttare via giorni e giorni di lavoro e di conseguenza demolire il budget a disposizione per le attività web dell’azienda (riguardo alle attività web ho scritto un articolo su come scegliere i canali di digital marketing su cui comunicare).

Avere un sito graficamente accattivante è l’obiettivo della maggior parte delle persone, ma se tutto questo “impegno” grafico porta ad avere grave carenza a livello di funzionalità e performance, lo sforzo nella creazione del sito è stato inutile!

Se non hai ancora intuito il perché scrivo questo articolo, te lo spiego qui sotto in poche righe.

Solo facendo una ricerca in Google come “Temi WordPress” o “Template WordPress”, sicuramente avrai trovato due tipi di risultati:

  • siti che proponevano template WordPress gratuiti;
  • marketplace che proponevano template WordPress a pagamento.
ricerca in google

Probabilmente per una persona esperta o abituata a creare siti WordPress è facile orientarsi in questo mondo (un esperto avrà già i suoi marketplace di riferimento), ma per una persona che si affaccia per la prima volta o non ha mai seguito un percorso logico per la scelta, ti posso assicurare che non è così semplice.

Secondo motivo per cui scrivo questo articolo è per spiegarti un metodo di analisi dei temi WordPress che ti permetta di scegliere con cura anche in un marketplace con migliaia di proposte come Themeforest (se non sai cosa è ne parleremo più avanti).

Ora, che ti ho spiegato cosa troverai in questo articolo, possiamo iniziare con l’articolo vero e proprio.

Perché è importante scegliere temi WordPress di un buon livello?

Scegliere un tema WordPress realizzato seguendo criteri di qualità elevata e con un grado di performance elevato ti permetterà di avere benefici nel lungo periodo non da poco.

Basti pensare che i temi sono responsabili (attenzione che non sono gli unici, come svilupperai il sito farà anch’esso la differenza!) di vari aspetti tecnici fondamentali nel web.

Un sito che, ad esempio, fa fatica ad essere responsive (e quindi ad adattarsi ai vari dispositivi), o che ha performance molto basse, o ancora che ha poche possibilità di personalizzazione, metterà sicuramente l’utente che lo visita in una condizione di disagio e quasi sicuramente porterà all’abbandono della pagina.

temi wordpress responsive

Questo che ti ho fatto, è un esempio molto semplice e abbastanza generico, ma serve per farti capire che la scelta del template è un elemento che partecipa al successo o all’insuccesso di un sito web.

Un altro aspetto che va considerato è l’impatto che il tema ha sui motori di ricerca, infatti un tema ben ottimizzato e strutturato faciliterà il lavoro SEO (se vuoi sapere di più sulle strategia SEO clicca QUI) e ti permetterà di avere migliori risultati sui motori di ricerca.

In poche parole: scegliere un buon template ti faciliterà la strada durante la promozione e comunicazione web.

Temi WordPress gratuiti VS premium

temi wordpress gratis o premium

Arriviamo al primo importante bivio che incontrerai durante la scelta del tema: scegliere un tema gratuito o uno a pagamento?

Parto subito con la risposta: risparmieresti più denaro (e tempo) acquistando un tema WordPress premium piuttosto che scegliendone uno gratuito.

I temi WordPress a pagamento sono realizzati seguendo standard più elevati e gli sviluppatori solitamente pongono molta più attenzione nello svilupparli. Per questi motivi, quando vai ad acquistare un template premium, vai a pagare il tempo speso dallo sviluppatore per strutturare un codice pulito, performante ed ottimizzato.

Un altro aspetto che devi considerare è il supporto. Quasi sempre, durante lo sviluppo di un sito web utilizzando un tema come base, avrai bisogno di supporto da parte del creatore di quest’ultimo.

assistenza tecnica su temi

Nei temi WordPress gratuiti non avrai mai (o quasi mai) un modo di ricevere supporto o comunque di averlo in un tempo ragionevole (e possono volerci anche mesi); ti posso assicurare che, qualunque sia il tuo livello, avrai sempre bisogno di chiarimenti sul tema su cui stai lavorando (dalla semplice modifica a problematiche relative a funzionalità essenziali del tema).

Scegliendo temi gratuiti, ti troverai solo con il conseguente rischio di allungare i tempi di realizzazione e/o dover scendere a compromessi.

Un’altra motivazione alla mia risposta riguarda l’argomento SEO e ottimizzazione per i motori di ricerca in generale.
Nel corso degli anni ho avuto modo di analizzare molti template WordPress, tra gratuiti e a pagamento, e la differenza nella struttura del codice è abissale.

Spesso questa differenza è presente per due motivi:

  • lo sviluppatore è agli inizi e sta creando un tema gratuito per entrare nel mercato o comunque per crearsi una base di possibili clienti su cui vendere poi prodotti premium;
  • i template che troviamo gratuiti sono versioni ridotte e/o limitate di template a pagamento. Questo tipo di siti presenta grandi limitazioni sia di funzionalità che nella loro struttura.

Un codice non correttamente strutturato porta a due principali problemi: lentezza nel caricamento dovuto a un codice “pesante” e una difficoltà di Google (o di qualsiasi altro bot) nella “lettura” del tuo sito.

Tutto questo può portare ad una perdita costante di visite nel sito (o di un crescita esponenziale della frequenza di rimbalzo) e una difficoltà di indicizzazione nei motori di ricerca.

calo traffico organico
Photo credit: VUDU Marketing

Per comodità qui sotto ti riassumo i pro e contro dei temi WordPress gratuiti e premium.

Pro e Contro temi WordPress gratuiti

Partiamo dai pro dei temi free:

  • nessun costo per l’acquisto. Se il tuo progetto è un hobby o comunque ti serve solo per fare pratica, possono essere una alternativa per incominciare;
  • cercando nella libreria di WordPress.org (attenzione: per sviluppare siti professionali devi sempre interfacciarti con WordPress.org e non con la versione .com), troverai template che sono stati verificati e rispettano le linee guida imposte da WordPress;

Ed ecco i contro dei temi gratuiti:

  • quasi sempre non avrai una assistenza rapida (potresti anche non averla proprio) andando così a rischiare di allungare tutte le tempistiche di realizzazione del sito o di non avere un sito con le funzionalità desiderate;
  • il codice è spesso non ottimizzato o comunque sviluppato seguendo standard più bassi rispetto a quelli dei temi premium;
  • avendo meno possibilità di personalizzazione rischierai di creare un sito molto simile se non uguale ad altri.

Pro e Contro dei temi WordPress a pagamento

Una volta visti quelli free, passiamo ai pro dei temi premium:

  • il codice sviluppato per questi temi è quasi sempre di alta qualità e ti permetterà di avere un sito web con delle performance elevate e una possibilità di indicizzazione migliore rispetto ai temi free;
  • salvo casi eccezionali, hai incluso nel prezzo del tema l’assistenza prioritaria degli sviluppatori che ti offriranno supporto per tutti i tuoi problemi/dubbi;
  • acquistando un template premium, hai inclusi anche gli aggiornamenti dello stesso a vita;
  • grazie alle numerose funzionalità e possibilità di personalizzazione potrai creare siti unici o comunque con una estetica davvero accattivante.

Ovviamente, come tutte le cose, anche qui abbiamo dei contro:

  • Senza un metodo di analisi è facile fare scelte sbagliate per il proprio sito. Quando entri in un marketplace vieni letteralmente travolto da un’infinità di temi, tutti con funzionalità di ogni tipo e per ogni situazione. Senza una logica di scelta è facilissimo essere “abbagliati” da quello con più funzionalità;
  • Potrebbe succedere (se non si analizza in maniera oggettiva) di trovare template che sono sviluppati allo stesso livello di un tema gratuito.

Dove e come acquistare un tema WordPress premium?

Se per scaricare i migliori temi WordPress gratuiti è sufficiente andare sulla directory ufficiale di WordPress.org, per acquistare un tema premium è meglio affidarsi ad un marketplace affidabile e con una vasta selezione di template WordPress.

Per esperienza (e non è un placement), ti posso consigliare Themeforest.

In Diversamente Digitali usiamo Themeforest da 7 anni e lo abbiamo scelto principalmente per 4 motivi:

badge themeforest diversamente digitali
  1. hai una varietà di template praticamente infinita, personalmente ritengo che ci siano i migliori temi per WordPress;
  2. oltre ad mostrare tutti i dettagli è possibile vedere anche i commenti di chi ha già acquistato e sta usando il tema;
  3. buona parte dei temi al suo interno sono davvero di alta qualità (ovviamente bisogna saper cercare bene e soprattutto analizzare con cura le proposte);
  4. ha la funzione di anteprima live che ci permette di vedere in azione il tema.

Giusto per darti un’idea di come è organizzato e della quantità di temi puoi trovare in Themeforest, prova a fare una ricerca generica filtrando solo per quelli WordPress.

Se non lo hai mai fatto ti basterà:

  1. entrare su https://themeforest.net/;
  2. cliccare sulla voce di menù “WordPress”;
  3. selezionare una categoria di quelle proposte;
  4. cliccare sul “All’.

Come scegliere i temi WordPress: le 9 caratteristiche da analizzare

Ed eccoci arrivati alla parte dell’articolo dove ti spiego come scelgo i temi WordPress da cui partire per strutturare un nuovo sito web!

Premessa: il metodo che ti mostro è pensato per scegliere temi WordPress su Themeforest, ma ovviamente vale su qualsiasi marketplace.

1 – Valutazione degli utenti

Una volta arrivato nella pagina della categoria che mi interessa, faccio una prima scrematura in base alle valutazioni (in caso di Themeforest sono indicate con delle stelline) e ai download effettuati. Una volta poi all’interno della scheda del tema, leggerò i commenti con attenzione per capire le varie problematiche riscontrate.

valutazioni temi wordpress

Prendo in considerazione questi fattori per primi perché mi permettono di avere subito un’idea del tema e dello sviluppatore.

Su Themeforest, solitamente le valutazioni e le vendite rispecchiano la vera qualità del prodotto (difficilmente mi sono trovato in disaccordo con le valutazioni di un tema).

Giusto per darti un metro di giudizio, valuto solo quelli sopra le 4 stelle e mezzo oppure do uno sguardo quelle da 4 ma con un alto numero di downloads.

2 – Compatibilità con WordPress e con i plugin che ho intenzione di usare

Una volta entrato nella pagina del tema vado subito a vedere con che versione di WordPress è compatibile e con che plugin è compatibile.

In Themeforest, nella colonna laterale mostra questi dati di compatibilità e mostra soprattutto anche le versioni di ogni singolo elemento con cui è compatibile il tema.

Consiglio

Fai passare questo step solo ai temi WordPress che sono compatibili con le ultime versioni di WP e con almeno la penultima versione dei principali plugin che utilizzerai nel sito.

Una compatibilità con le ultime versioni dei vari strumenti fa capire quanto è aggiornato un tema.

3 – Caratteristiche tecniche dei temi WordPress

Prima ancora di andare veramente a vedere l’anteprima live, capisco leggendo i dettagli del tema le funzionalità e gli eventuali theme builder (Elementor, WpBakery, etc.) che troverò all’interno.

Valuto bene il builder che viene fornito perché tante volte le performance del sito vengono pesantemente influenzate dal tipo di builder che si usa.

caratteristiche tecniche temi wordpress
Una parte di una scheda tecnica di un tema

Se da una parte è comodo avere un sistema di creazione pagine, dall’altra bisogna sempre stare attenti a quanto “pesa” sulle performance del sito

Spesso nei temi premium vengono inclusi altri plugin, valuta se ti servono o no.

Ad esempio: avere attivo nel sito un plugin per la creazione di slider e non usarlo rallenterà sicuramente (anche se magari in minima parte) la velocità di caricamento delle pagine del sito; infatti, ogni plugin installato obbliga il browser dell’utente che visita il sito a caricare dei file inutili.

4 – Frequenza di aggiornamento

Come potrai aver visto su Themeforest esistono una quantità infinita di template WordPress disponibili ma cosa devi valutare, oltre alle caratteristiche tecniche e alle valutazioni? La frequenza di aggiornamento!

Un tema che viene aggiornato con frequenza e soprattutto non è abbandonato a se stesso porta molteplici vantaggi:

  • sicurezza maggiore;
  • performance sempre stabili;
  • un codice sempre più pulito o per lo meno con un numero minore di bug e problematiche.

Tutte questi vantaggi possono farti risparmiare tempo nella manutenzione periodica del sito e soprattutto darti un “aiuto” in tutte le attività di comunicazione web.

Per capirci meglio, un sito veloce, performante e con un codice pulito ti permette di lavorare meglio e, soprattutto, permette all’utente una navigazione migliore (predisponendolo a compiere le azioni desiderate).

Una volta analizzate le caratteristiche del tema WordPress in questione, consulto il changelog (in ogni template viene mostrato) stando attento alla data dell’ultimo aggiornamento e con che frequenza vengono rilasciati.

changelog temi wordpress

5 – Storicità del tema

Una degli ultimi dati che cerco prima di guardare l’anteprima live dei temi WordPress è la data di pubblicazione.

La data di pubblicazione di un template è un elemento abbastanza importante. Se un tema WordPress è pubblicato da anni, sarà più facile trovare documentazione, articoli e forum online che ne parlino.
Avere più punti di vista e più esperienza condivisa su un tema è fondamentale per velocizzare lo sviluppo e ottimizzare il tuo sito web.

Con un tema appena pubblicato, bisogna tenere in considerazione che se ci sono problematiche o comunque si hanno dubbi, bisogna affidarsi esclusivamente al supporto tecnico.

6 – Documentazione

Se l’assistenza è fondamentale, la documentazione lo è ancora di più.

Un tema senza una documentazione accurata è davvero difficile da affrontare.

La documentazione di un tema WordPress non contiene solo ed esclusivamente le “istruzioni per l’uso”, ma anche dettagli tecnici non da poco (ad esempio: i requisiti minimi del server, i plugin utilizzabili per le traduzioni delle stringhe di codice, etc.) che sono fondamentali durante lo sviluppo di un sito web.

Utilizzando temi WP senza documentazione, c’è il rischio di doversi limitare a sfruttare le pagine demo così come ci vengono proposte rischiando di creare un sito web uguale al template.

Quindi, mi raccomando, prima di andare a guardare l’anteprima del template capisci bene cosa ti viene offerto come documentazione.

7 – Estetica del template

Finalmente siamo arrivati al fatidico momento della visione dell’anteprima live!

In questa fase devi lavorare davvero tanto di fantasia.
Una volta aperta l’anteprima ti verranno proposte una o più versioni demo, sta a te capire se si possono adattare a quella che è il design del sito web che devi realizzare.

Gli aspetti da considerare sono:

  • estetica generale: quindi la disposizione dei contenuti in generale, le caratteristiche estetiche di base (ad esempio: il menù, gli stili dei bottoni, la disposizione delle singole pagine, etc.);
  • immagini: non farti “abbagliare” dalle immagini che vedi nella demo! In queste anteprime vengono inserite immagini che calzano a pennello con il design del tema. Ragiona sulle tue immagini, sulle foto o grafiche che utilizzerai: sono accattivanti alla stessa maniera? Avranno lo stesso impatto? In base a come risponderai a queste domande capirai se il tema fa al caso tuo;
  • Possibilità di personalizzazione: per ottenere un risultato professionale e unico dovrai capire se gli elementi (intendo elementi grafici) a tua disposizione ti permettono di creare pagine personalizzate. Come detto prima, una parte fondamentale dello sviluppo di un sito con tema WordPress è la possibilità di uscire dalle pagine demo. Solitamente, in ogni anteprima live c’è una pagina dedicata a tutti gli elementi grafici, studiala e cerca di capire cosa potrebbe fare al caso tuo (ad esempio: la pagina chi siamo deve rispecchiarti in tutto e per tutto e non può essere uguale ad altre).

8 – Responsive

Anche se ad oggi tutti i template WordPress lo dovrebbero essere, quando analizzi un’anteprima live devi soffermarti sulla sua capacità di adattarsi a tutti i tipi di dispositivi (smartphone, tablet e ovviamente pc).

Verifica per prima cosa che sia responsive (puoi provarlo direttamente anche dal cellulare), una volta testato capisci se si adatta in maniera ottimale o ridimensiona solo caratteri e spazi.

Oltre ad un motivo prettamente estetico, il fatto che un sito sia responsive o meno incide su quella che è l’indicizzazione in Google (che ormai considera come fattore imprescindibile di un sito).

Se vuoi testare la responsivesness (capacità di adattarsi) di un sito direttamente dal pc, basta utilizzare la funzione sviluppatore su Chrome.
Se non l’hai mai usata, ti basterà:

  • cliccare il tasto destro del mouse sulla pagina che ti interessa;
  • cliccare “ispeziona”;
  • cliccare sull’icona dello smartphone e tablet;
  • selezionare il dispositivo che vuoi simulare.
ispezione developper tools chrome

9 – Performance e ottimizzazione SEO dei temi WordPress

Una volta che il tema che stiamo analizzando ha passato tutti i check elencati qui sopra, deve passare un ultimo controllo e cioè l’analisi delle performance e della predisposizione ai motori di ricerca.

Per analizzare questi dati solitamente mi avvalgo di due strumenti: Google web.dev e GTMetrix.

Li uso tutti e due perché mi offrono due tipologie di dati molto interessanti.

Su Google web.dev faccio un’analisi generale del tema considerando anche l’aspetto SEO. Per usarlo è molto semplice: una volta inserito il link del tema WordPress che ci interessa ci verrà generato un report complessivo che analizza velocità, rispetto delle regole SEO, accessibilità e rispetto delle best practices fornite da Google.
Sempre nel report generato, vengono anche mostrati i consigli per migliorare il risultato; analizzandoli puoi capire se potrai alzare questo punteggio o no una volta che svilupperai il sito (banalmente potresti ottimizzare meglio le immagini).

audit web.dev temi wordpress

Uso anche GTMetrix, invece, perché mi fornisce un report specifico sulle performance del sito con tutti i tempi specifici di caricamento (GTMetrix fornisce anche il classico grafico waterfall per analizzare i tempi di caricamento).

Una volta che ho a disposizione tutti e due i report valuto se è un tema performante o no e se mi può dare problemi a livello SEO.

Conclusione

Siamo arrivati in fondo a questo mega articolo su come scegliere i migliori temi WordPress professionali per il tuo sito web!
Per prima cosa ti ringrazio di aver letto tutto l’articolo, la scelta di un tema WordPress può sembrare un processo lungo e macchinoso, ma va affrontato con cautela e logica perché può nascondere molte insidie.

Anche se WordPress di base è un progetto Open Source, non sempre il “fare tutto gratis” può rivelarsi la strada corretta, per questo motivo su una parte del sito così importante è fondamentale optare per soluzioni di qualità.
Costruiresti mai una casa con delle fondamenta fatte male, con materiali scadenti o progettate male?!

Ecco considera il sito web che stai sviluppando come se fosse una casa da costruire e il tema come se fosse parte delle fondamenta.

Con questo non ti voglio dire che ti basterà acquistare un template su Themeforest per avere sicurezza di risultati, ma analizzando tutti gli aspetti di un tema e studiandone le potenzialità potrai ottenere risultati davvero importanti!

A presto!
Paolo

P.S. se vuoi avere una consulenza per l’impostazione del tuo sito web oppure realizzarlo con noi clicca QUI per contattarci!

copertina strategia black friday
Guide e Strategie Digital

Strategia Black Friday: le 5 strategie più efficaci per il tuo business

E anche quest’anno siamo arrivati al fatidico momento del Black Friday, e come ogni anno siamo tutti alla ricerca della strategia Black Friday più efficace e vincente (ammettilo che anche tu non sai più cosa inventarti!).

Sicuramente, in questo periodo, è fondamentale lavorare in ottica di acquisire nuovi clienti e “lavorare” su quelli già esistenti. Per questo motivo è comunque fondamentale aver ben presente le buyer personas e i ragionamenti sulla scelta dei canali di marketing migliori fatti in fase di branding e analisi.

Altro consiglio che posso darti in questo fase introduttiva è quello di preparare questo periodo di attività web con anticipo, essendo un periodo così breve e con una concorrenza spietata, non si può improvvisare nulla!

Per tutti questi motivi, ho voluto fare questo articolo con 5 consigli per creare la strategia Black Friday su misura per te!

Come è nato il Black Friday?

Prima di iniziare con le strategie, prendiamoci un momento per conoscere la storia di questo periodo dell’anno.

Il primo Black Friday risale al lontano 1924 quando a Macy’s (catena della grande distribuzione fondata nel 1858), in cerca di una strategia per svuotare i negozi per far spazio agli articoli natalizi, decide di “creare” questo evento che da quel momento avrebbe segnato la storia del marketing e delle vendite.

primo black friday
Photo credit: scarletboulevard.com

Perché Black Friday?

La scelta del nome ha più logica di quanto sembri e soprattutto non è assolutamente da abbinare a eventi tristi.
Black è stato scelto per due motivi:

  1. perché ricorda nella testa delle persone lo smog delle auto in coda per non perdersi nessuno sconto;
  2. se il primo motivo è legato alle persone, per capire il secondo bisogna essere pratici di economia americana, infatti negli USA è consuetudine segnalare i conti in perdita con il colore rosso, mentre quelli in positivo in nero. Questo ci può far capire che, in questo periodo dell’anno, i conti dei negozianti riuscivano ad andare in positivo grazie a questa “mossa” di marketing.

Il Black Friday in Italia

Anche se partito dagli USA, oramai il Black Friday è una data fissa nel “calendario commerciale” di qualsiasi nazione, compresa l’Italia.

Per capire meglio la portata che ha in Italia, ti condivido un grafico relativo ad uno studio di QVC Italia in merito alla conoscenza del Black Friday.

analisi qvc black friday
Photo Credit: QVC

Come puoi notare, l’83% delle persone sa cos’è. Questo ti fa capire come, avere una strategia black friday ben strutturata, ti possa far raggiungere una vastità di possibili clienti davvero importante (soprattutto di tutte le età).

Spulciando ulteriormente in questa analisi fatta da QVC, potrai vedere che le persone preferiscono fare acquisti nel periodo del Black Friday online (76,5%).

Perché una strategia per Black Friday standard non può essere più considerata valida

Dal 1924 ad oggi ne sono cambiate di cose, nel modo di comunicare e nel modo di vendere. Anche in questo periodo dell’anno si è passati da una situazione in cui bastava scontare in maniera netta il prodotto ad oggi che, con l’avvento dei big del settore (es. Amazon), bisogna puntare ad altri asset o leve psicologiche per attirare e convincere i possibili clienti.

Se dobbiamo fare una sintesi della situazione attuale, si potrebbe dire: considera tutti gli aspetti che vuoi per definire la strategia, ma non puntare tutto sul prezzo del prodotto.

In questo periodo, sul tuo e-commerce (o comunque qualsiasi piattaforma di vendita che utilizzi) potresti trovare tre tipi di persone:

  • quella persona che tiene sott’occhio un determinato prodotto e sta aspettando solo che sia scontato; questa è la persona più facile da ingaggiare (non devi stimolare nessun bisogno, ma devi “solo” convincerla che il tuo shop è quello più vantaggioso);
  • quella persona che entrando nel tuo shop trova un prodotto che non aveva in mente di comprare, ma viene convinta/attratta;
  • quella persona che deve portarsi avanti con i regali di Natale (probabilmente quelli che sa essere i più costosi) e cerca il prodotto giusto al prezzo giusto.

Bene, ora che abbiamo fatto le dovute introduzioni passiamo all’argomento per cui sei entrato nell’articolo: le migliori strategie per il Black Friday.

Strategia Black Friday: le 5 più efficaci

Piccola premessa: qui sotto troverai tutte le strategie che ritengo efficaci basandomi sui trend del momento e i comportamenti degli utenti online, non tutte andranno bene per te, come al solito cerca di testare il più possibile e trova la combinazione di attività ideale per il tuo progetto.

Iniziamo!

Proponi un prodotto esclusivo per il Black Friday

Partiamo con una strategia che fa leva sul bisogno dell’utente di avere un prodotto unico e, allo stesso tempo, sulla paura di lasciarselo sfuggire.

Spesso, come ti ho detto sopra, giocare sullo sconto non basta. Per questo motivo, potrebbe essere interessante creare un prodotto esclusivo per il Black Friday per stimolare nell’utente quella voglia di possedere un qualcosa di unico che altrimenti non avrebbe.
Proponendo qualcosa di limitato per il Black Friday (magari gratis al raggiungimento di un certo importo), metterai alle strette l’utente che percepirà quel prodotto come esclusivo e limitato e scaturirai in lui il bisogno di averlo e con urgenza senza pensarci troppo (come vedremo nel punto successivo per stimolare gli acquisti durante il Black Friday bisogna far compiere azioni di impulso all’utente).

Un esempio di questa strategia Black Friday lo puoi trovare nelle campagne black friday di Victoria’s Secret, che ha creato un’edizione limitata della sua Tote Bag da regalare al raggiungimento di un certo importo sullo shop.

strategia black friday Victoria secret
Photo credit: Victoria’s Secret

Limita il tempo delle offerte per stimolare gli acquisti

Come ti ho anticipato nel punto precedente, spesso l’utente nel Black Friday è portato ad acquistare d’impulso.

Questo perché?

Semplicemente perché non devi dargli il tempo di confrontare con altri shop. Attenzione: non ti sto dicendo di far di tutto per non far ragionare l’utente e rifilargli qualsiasi cosa tu possa vendere.
Ti sto dicendo di cercare di limitare il tempo di riflessione dell’utente in modo da evitare il rallentamento del processo d’acquisto (con conseguente rischio di perdita di interesse).

L’esempio più classico di questa strategia Black Friday lo possiamo vedere su Amazon che, durante il black friday, propone prodotti super scontati con un timer allegato (e abbastanza breve) o una percentuale di prodotti venduti.

offerte a tempo black friday Amazon
Photo credit: Amazon

In questo modo, Amazon stimola nella testa dell’utente la paura di perdersi questa super occasione e lo fa ragionare di impulso. Il tutto porta ad un solo risultato: una velocità di vendita davvero alta con una conseguente ottimizzazione dei costi pubblicitari.

Sfrutta l’email marketing

Utilizzare l’email marketing è una strategia Black Friday più diretta rispetto a quelle descritte sopra, ma può permetterti di lavorare sui contatti già esistenti.

Potresti garantire ai tuoi contatti una scontistica maggiore o un accesso anticipato ai prodotti in offerta, in modo da farli sentire speciali e soprattutto lavorare su un utente che ha già espresso interesse avendoti lasciato l’email.

Fondamentale, avere una lista di email ben segmentata e organizzata per interessi o azioni compiute. Avere una lista sfruttabile è uno degli asset più efficaci, ti permetterà di fare la mossa giusta con le persone giuste.

Andando a competere con praticamente tutto il mondo (ovviamente parlando del tuo settore), è importante come andrai a comunicare ai tuoi contatti in maniera specifica e ottimizzata.

Per capirci meglio: hai uno shop che vende attrezzatura per la montagna e hai una lista di contatti dove il 50% ha mostrato interesse per gli snowboard e il restante per prodotti generici di abbigliamento. Sicuramente non andrai a proporre al 50% interessato allo snowboard attrezzatura da sci.

Vuoi fare email marketing, ma la tua lista è scarna? Sfrutta il Black Friday per fare lead generation!

Prepara sul tuo shop una pagina dove prometti accesso anticipato agli sconti o altro (in base alla tua utenza scegli cosa scambiare) in cambio dell’email dell’utente; in questo periodo le persone sono più propense ad acquistare o a ottenere sconti ancora più alti.

Sfruttalo a tuo favore!

Sfrutta il retargeting

Passiamo ad un argomento che mi sta a cuore, il retargeting e le ads; con un pixel di tracciamento e delle ads si possono veramente ottenere risultati davvero interessanti ottimizzando al massimo il budget.

Avere pronti dei pubblici personalizzati e segmentati in base ai comportamenti e agli interessi degli utenti può veramente fare la differenza durante il Black Friday.

Avere questi asset a portata di mano ti permetterà di fare campagne mirate e allo stesso tempo evitare di “bombardare” l’utente di comunicazioni inutili (con il rischio di annoiarlo).

Anche se dovrebbe essere uno strumento già attivo da quando inizi a fare attività online, imposta il pixel di tracciamento (per lo meno quello di facebook che ti permetterà di lavorare con le ads di Facebook e Instagram) e crea dei pubblici personalizzati dedicati alle varie pagine fondamentali del sito (se non sai dove andare leggi l’articolo per scoprire cosa è il business manager e come è strutturato) e, in caso tu abbia l’e-commerce, far sì che tu possa recuperare gli utenti che abbandonano il carrello.

Una volta riempiti i “contenitori” dei vari pubblici personalizzati saprai cosa comunicare e soprattutto a chi.

TIP: come recuperare un carrello abbandonato sfruttando il Black Friday

Non sai come recuperare con carrello abbandonato? Imposta una campagna ads che abbia come pubblico solo gli utenti che hanno abbandonato un carrello e convincili inserendo un codice sconto dedicato solo a loro o comunicagli che il prezzo del suo carrello è diminuito (usa la scusa del Black Friday). In questo modo chiuderai una vendita già aperta e farai rientrare il cliente nel tuo shop aumentando le probabilità di nuove vendite.

Anticipa cosa sconterai

Se fino a poco fa ti ho detto di far agire di impulso l’utente, ora ti proporrò un strategia Black Friday incentrata sul far ragionare con calma l’utente.

Ti sembrerà un controsenso, ma anticipare cosa sconterai o cosa proporrai di esclusivo, farà aumentare il desiderio dell’utente verso i tuoi prodotti. Aumentando il desiderio l’utente potrebbe sentirsi appagato e aspettare l’uscita di quel prodotto senza paragonarne o cercarne altri simili.

Questa strategia si basa sul principio del possesso che indica la continua ricerca di appagamento delle persone.

I canali migliori per attuarla sono sicuramente le email e le ads (ovviamente targettizzate a dovere).

Conclusione

Siamo arrivati alla fine di questo articolo sulla miglior strategia per il Black Friday da implementare per il tuo business.

Alcune di queste sono strategie già conosciute altre magari hanno approcci meno standard, quello che fa veramente la differenza è l’applicazione. Non tutte le strategie vanno bene per tutti i business, e per capirlo bisogna analizzare per bene i canali da utilizzare (ho parlato approfonditamente di come scegliere i canali di marketing in questo articolo qui nel blog).

Prima di salutarti, mi piacerebbe sapere che strategia Black Friday di quelle indicate hai usato per il tuo business, o se ne hai usate di diverse. Lasciami un commento qui sotto.

A presto!
Paolo

creare una strategia seo efficace
SEO

Come creare una strategia SEO efficace

Aumenta il traffico organico con una strategia SEO efficace

Hai pubblicato il tuo sito, hai iniziato a far “girare” ads social e hai iniziato a scrivere articoli ma ogni mese quel benedetto traffico organico su Google Analytics non cresce mai…è un problema abbastanza diffuso in rete, a cui però vorrei darti una soluzione, e questa soluzione si chiama strategia SEO!

Un’altra problematica, che vediamo spesso quando parliamo con imprenditori e/o proprietari di siti web, è una bassa incidenza del pubblico organico sulle visite del sito o di fluttuazioni davvero vistose delle visite in base alle attività sui social.

In questo articolo, vorrei affrontare insieme a te la questione e mostrarti come strutturare una keyword strategy efficace e semplice da gestire che ti porterà risultati e visite durature nel tempo.

Creare una strategia SEO (o keyword strategy) è una parte fondamentale in una strategia di content marketing e lo è ancora di più se viene creata per essere di facile interpretazione e di facile utilizzo per chi scrive poi i contenuti (spesso capita di definire delle parole chiave davvero impossibili da usare o inserire in un articolo).

Prima però di vedere nel dettaglio il metodo per creare una keyword strategy, capiamo cosa è.

Cosa è una strategia SEO?

strategia seo cosa è

La strategia SEO è il “piano di azione” che hai definito per creare e ottimizzare contenuti al fine di indicizzarli in determinate query di ricerca (la query è la richiesta che fai ad un motore di ricerca).

Ti faccio un esempio abbastanza facile e generico: immagina di avere un sito di integratori per sportivi, la tua strategia SEO punterà magari ad avere una determinata pagina che avrà come keyword proteine del siero del latte, un’altra che punterà a magnesio e via dicendo.

La keyword alla base di tutto

Come penso si sia potuto capire fin dall’inizio alla base di ogni strategia ci sono le parole chiave.
Le parole chiave come prima cosa dovrà rispecchiare l’argomento della pagina a cui è associata; in seconda battuta la keyword deve avere un volume di ricerca discreto (proporzionato ovviamente alla nicchia di mercato che vuoi colpire).

Molto importante aver chiaro i volumi di ricerca media della tua nicchia di mercato, se per una nicchia di mercato molto grande come potrebbe essere quella delle scarpe da ginnastica un volume di ricerca che va dalle 1000 alle 10.000 ricerche media mensili può essere considerato il minimo, per una nicchia molto più piccola posso considerarlo un volume di ricerca elevato.

Come ricercare le parole chiave

Eccoci arrivati all’argomento focale dell’articolo, la ricerca delle parole chiave da inserire nella strategia SEO.

Il nostro metodo per definire le keyword da inserire nella keyword strategy, si basa su 3 passaggi:

  1. ricerca preliminare delle keywords;
  2. scelta tipologia di keyword (long tail keyword);
  3. definizione in base al search intent.

La ricerca preliminare delle keywords

Una volta definiti i contenuti del sito, la prima azione da fare è quella di ricercare e selezionare delle parole chiave che ritieni papabili (dati alla mano) e che poi “filtrerai” nei prossimi passaggi.

Per fare una ricerca accurata ti consiglio di utilizzare il Keyword Planner di Google Ads (ti lascio QUI il link per accedere).

keyword planner per strategia seo

I criteri che ti faranno selezionare alcune parole chiave rispetto ad altre sono tre:

  • volume di ricerca: se proprio devo darti un numero (in realtà è da considerare in base alla nicchia di mercato) ti direi che un volume accettabile tra le 1.000 e le 10.000 ricerche medie mensili;
  • competitività: il dato che trovi sul Keyword Planner è puramente indicativo (valuta solo la parte di Google Ads) ma ti interessa come dato indicativo degli “sforzi di marketing” che le altre aziende competitors impiegano su quelle parole. Più è alta la concorrenza, più sarà difficile posizionarsi in alto per quelle keyword (ripeto, prendilo come un dato puramente indicativo);
  • numero di risultati nella SERP: ultimo dato da considerare prima della selezione preliminare è il numero dei risultati che trovi per quella query di ricerca, più è alto più è difficile scalare la SERP.

Le Long Tail Keyword

Sicuramente durante la fase di selezione preliminare ti troverai di fronte a keywords composte da una/due parole con volumi altissimi ma con una concorrenza “estrema” e keyword composte da tre o quattro parole molto specifiche con comunque volumi accettabili (ma sicuramente più bassi).

spiegazione grafica long tail keyword in strategia seo
Photo Credit: Luca Bartolini

Quest’ultima tipologia di parole chiave vengono definite Long Tail Keywords (parole chiave a coda lunga), cioè quelle parole molto dettagliate che sono molto vicine alla conversione. Se un utente ricerca quella parola chiave dettagliata vuol dire che è davvero interessato e propenso alla conversione (compimento dell’azione). Quindi probabilmente avrai volumi più bassi, ma un tasso di conversione più alto.

Per determinati contenuti sono da preferire rispetto a quelle parole chiave più generiche.

Definizione delle keyword in base al search intent

Una volta considerate anche le long tail keywords, bisogna passare alla selezione finale. Per questa ultima “scrematura” bisogna ragionare sul Search Intent e cioè l’intento dell’utente che sta effettuando la ricerca.

Dovrai valutare in che fase dello user journey (percorso di acquisto dell’utente) l’utente dovrà trovare questo contenuto.

La ricerca di un utente può essere di 3 tipologie differenti:

  • Informazionale: l’utente cerca di informazioni. Pensiamo alla ricerca di una ricetta. Anche in questo caso, le SERP offrono diverse indicazioni su quello che Google reputa rilevante in termini di search intent.
    Nei risultati organici si aggiunge un box dove viene mostrato un video, a dimostrazione della preferenza che gli utenti attribuiscono al formato della video ricetta. Altro caratteristica che è stata introdotta da Google per questo tipo di search intent è la risposta a domande dirette (ti lascio qui sotto un esempio)
search intent keyword strategy
  • Navigazionale: l’utente cerca un sito specifico;
  • Transazionale: l’utente vuole compierIn questo caso, è facile trovare insieme a questa tipologia di keyword verbi come dove comprarequanto costa.
    Questo tipo di intenzione viene favorita in maniera decisa da Google, infatti è facilissimo vedere quando si effettua una ricerca del genere la sezione Google shopping.

Ottimizzare in base al search intent

Una volta definite le chiavi di ricerca, è necessario capire anche che tipo di search intent voglio andare a colpire; in base a quest’ultimo il contenuto che bisognerà realizzare dovrà rispettare alcune regole, come ad esempio:

  • Formato: hai scritto un testo, realizzato un video o altro? In base al formato del contenuto che proponi a Google, otterrai una sua diversa “attenzione” e verrai inserito in determinate tipologie di query.
  • Stile: scrivere guide, tutorial o elenchi di tool, oltre che ad essere degli stili di contenuto che funzionano bene per spiegare concetti, sono ben visti da Google come risposta alle ricerche di tipo informazionale.

Una volta capito anche il tipo di contenuto da proporre e ripetuta questa analisi per i vari contenuti del sito avrai finalmente definito la tua strategia SEO.

BONUS: 2 tips per rendere ancora più efficace la tua keyword strategy

Per rendere ancora più facile da applicare la tua keyword strategy ti consiglio di seguire questi due semplici tips:

controllate sempre che per le keywords che state selezionando non compaia già il vostro sito: rischieresti di farti competizione in casa e di sfavorire uno dei due contenuti in quella SERP.

Purtroppo non è così improbabile come cosa, per questo motivo ti consiglio di controllare tramite Google Search Console per che query di ricerca compari.

se serve, inserisci il link di un contenuto già presente online per aiutarti nella redazione del tuo: ci sono alcune keywords che riferiscono ad articoli molto tecnici, per questo tipo di articoli è sempre meglio avere come idee di base/esempio il contenuto realizzato dalla casa madre o quello meglio indicizzato.

Questo ti permetterà di avere una idee su come interpretare la creazione del contenuto.

Bene! Spero che questo articolo ti sia servito per dare una spinta alle visite organiche del tuo sito o comunque a capire come impostare una strategia di parole chiave.

Qual è il tuo più grande problema a livello SEO? Fammelo sapere nei commenti!

A presto
Paolo

canali digital marketing come sceglierli
Guide e Strategie Digital

Canali digital marketing: come scegliere il migliore per il tuo brand? + ESEMPI

Comunica online al meglio scegliendo i giusti canali di digital marketing

Questo articolo è stato scritto per semplificare la vita a tutte quelle persone che in futuro si troveranno nella mia stessa situazione di quando ho iniziato a fare web marketing e cioè di mettere online un sito o un progetto e non sapere che canali di digital marketing utilizzare per comunicare. Dopo aver fissato i concetti base, ti spiegherò il metodo che utilizzo per definire in tempi abbastanza veloci su che canale digital concentrare gli sforzi. 

Sembra una cosa da poco, ma sbagliare nella scelta o dare poca importanza a questa fase di start-up può portare danni non da poco sul lungo periodo sia alle vendite che al budget dedicato alla comunicazione online.

Lasciami essere onesto, puoi essere anche il più bravo digital specialist del mondo, ma se hai scelto il canale sbagliato per comunicare non avrai vita facile… potresti anche finire per lavorare inutilmente!

Visto che nell’ultimo periodo mi capita spesso di parlare con aziende e professionisti che, non essendo del settore, sono in balia dei trend del momento (mi è capitato di parlare con un responsabile commerciale di un’azienda che ha come target un pubblico di 60 enni che sosteneva di voler spostare la maggior parte del loro budget web su TikTok perché ora è di “moda” senza pensare al fatto che l’utenza media di TikTok è molto più giovane), ho voluto scrivere questo articolo/guida dove puoi trovare tutte le linee guida e gli esempi per scegliere e definire con precisione i canali digital marketing più corretti per il tuo business.

Le 2 conseguenze di una scelta di canali digital marketing errata

Non dedicare abbastanza tempo o non ragionare del tutto su quali sono i migliori canali di marketing da sfruttare può portarti a due grossi problemi alla tua azienda o al tuo progetto:

  • Comunicare a nessuno: ok, detto così potrebbe sembrarti un’esagerazione, ma se il pubblico che raggiungi non è minimamente interessato al tuo prodotto o non è in target c’è poco da fare, è come se comunicassi a nessuno;
  • Sprecare risorse e budget: spesso mi capita di sentire (devo essere sincero: qualche volta nei primi progetti della mia carriera sul web l’ho detto anche io) una frase: “voglio essere presente ovunque così posso essere trovato da tutti!”; NO, non funziona così! Oltre a sprecare risorse in lavori inutili, destineresti budget a canali che non ti porteranno mai vendite o comunque conversioni.

Prima di partire con il mio metodo per definire i canali di digital marketing da utilizzare per la tua comunicazione online, facciamo un passo indietro…

cosa sono canali digital marketing

Cosa sono i canali di marketing?

Probabilmente lo saprai già, ma in ogni caso un ripasso non fa mai male a nessuno 😉

I canali di marketing (potresti anche averli sentiti chiamare medium), non sono altro che tutti quei canali (o mezzi) che ti permettono di comunicare con un pubblico.

Nei canali di marketing non rientrano solo i canali digital, banalmente, un canale di marketing può anche essere una rivista o una insegna.

Se dobbiamo parlare, invece, di canali digital marketing la lista potrebbe essere infinita, per questo motivo si tende a raggrupparli.

Nel corso del tempo ho avuto modo di vedere due tipi di raggruppamenti, te li propongo tutti e due in modo che tu possa scegliere quale ti è più comodo e quale ti permette di analizzarli nella migliore delle maniere.

I raggruppamenti dei canali di digital marketing 

Come ti dicevo poco fa, esistono due tipologie di raggruppamento (diciamo che sono le due più utilizzate e/o logiche), una più incentrata sul mezzo con cui viene acquisito il traffico e una più descrittiva del canale.

raggruppamento dei canali web

Partiamo da quelli più descrittivi, nello specifico sono tre:

  • I canali paid: come dice la parola stessa, sono quella tipologia di canali digital marketing che necessitano di un pagamento per “funzionare”.
    Il pro di questa tipologia di canali è la velocità, nel momento in cui attivi una campagna questa è online e può intercettare fin da subito i possibili clienti.
    Di contro, non sei proprietario dello spazio che utilizzi.
    Esempi di canali paid sono il mondo SEM come Google Ads o la rete display di Google, e il mondo delle social Ads come ad esempio Facebook e Instagram Ads;
  • I canali owned: a differenza di quelli paid, in questi sono racchiusi tutti quei canali di tua proprietà o direttamente e pienamente controllati da te.
    In questo raggruppamento troverai ad esempio il sito web, i social media e l’email marketing;
  • I canali earned: sono quei canali che ti sei “guadagnato” e che non puoi controllare; l’esempio più classico sono le recensioni.
    I pro di questo tipo di canali sono sicuramente il fatto che sono gratuiti e che sono un potente strumento di marketing.
    Ad esempio, Il passaparola (o WOM – Word of mouth), una recensione o la condivisione di un’esperienza positiva su una pagina esterna al tuo sito o ai tuoi canali possono davvero fare la differenza nel processo di scelta di un utente.
    I contro di questi canali di digital marketing sono due e cioè: il non controllo dello strumento e gli eventuali pareri negativi sul tuo prodotto/servizio.

Un altro tipo di raggruppamento è quello incentrato sul mezzo con cui viene acquisito il traffico (quasi sempre si usano i nomi che da Google Analytics), qui raggrupperai i canali in:

  • Organico: tutto ciò che proviene dai motori di ricerca; possiamo inserire in questo gruppo la SEO (Search Engine Optimization);
  • Diretto: tutto ciò che proviene dall’inserimento esatto del link del vostro sito;
  • Paid Search: quindi tutte le attività a pagamento, per capirci la SEM di cui parlavamo sopra nei canali paid. Qui troviamo, ad esempio, gli annunci in rete ricerca di Google Ads;
  • E-mail: qui direi che c’è poco da chiarire;
  • Social: tutto il traffico proveniente dal mondo dei social (comprese le Ads);
  • Display: parliamo sempre di campagne paid (a pagamento) ma intendiamo quelle sotto forma di annunci display (per capirci meglio i banner).

Raggruppamenti canali digital marketing: una precisazione

I raggruppamenti che hai qui sopra non sono una legge, ma sono un modo per capire meglio come puoi organizzare l’analisi nella scelta dei canali digital per il tuo business.

Personalmente ragiono a blocchi utilizzando il primo tipo di raggruppamento:

  1. prendo un raggruppamento;
  2. faccio una lista di tutti i canali che ha al suo interno;
  3. ne analizzo le singole possibilità in base al mio target di riferimento e agli altri elementi che tra poco ti spiegherò.

Bene, ora che abbiamo fissato tutti i concetti base, passiamo alla parte pratica dell’articolo dove troverai il mio metodo per scegliere i migliori canali digital marketing per il tuo brand.

Il metodo per scegliere i migliori canali di digital marketing per il tuo brand

Come ti ho detto ad inizio articolo, il mio metodo per definire i migliori canali digital da adottare e in cui investire tempo e denaro è davvero essenziale ma allo stesso tempo completo (se fatto con una certa precisione ed attenzione).

Durante questo processo dovrei concentrarti e analizzare 4 punti fondamentali: il tuo target, lo stile comunicativo, il budget che hai ha disposizione e l’obiettivo delle attività di digital marketing.

Andiamo nel dettaglio.

Il tuo target

Partiamo dall’elemento chiave di questo processo, il target. Tutto questo procedimento non sta in piedi senza aver ben chiaro a chi ti stai rivolgendo e dove lo puoi trovare.
Come in tutto la comunicazione, al centro ci sono sempre le persone; puoi avere il miglior prodotto e i migliori contenuti del settore, ma se lo veicoli dove non c’è il tuo target non serve assolutamente a NULLA!

Quando ti troverai a ragionare sul target dovrai chiederti a chi ti stai rivolgendo o a chi si rivolge il tuo prodotto/servizio. 

Sicuramente un aiuto puoi averlo creando o analizzando le buyer personas (clienti tipo), se non le hai mai redatte ti consiglio di iniziare utilizzando il tool di Hubspot Make My Persona che ti fornisce già delle domande preimpostate che ti permettono di facilitarti il compito.

hubspot make my persona homepage
Photo Credit: Hubspot

In Diversamente Digitali lo utilizziamo come base andando poi ad ampliarlo con domande più specifiche in base al settore e al tipo di progetto, se vuoi avere un aiuto puoi contattarci senza impegno a questo link.

Un’altro metodo che puoi sfruttare per reperire info sulla tua clientela tipo (questo metodo funziona solo se hai già un’attività avviata) è quello di parlare con i tuoi clienti e capirne i loro bisogni e le loro abitudini.

Non hai ricevuto abbastanza dati utili dai tuoi clienti, pubblica un breve sondaggio online; come vedi di modi per reperire dati ce ne sono, l’importante è fare le domande giuste! (per farlo ti consiglio di usare il tool di Google Survey)

Dopo aver definito il tuo target tipo, ragiona su tutte le buyer personas che hai creato e domandati:

  • A chi parli: parli a un pubblico adulto? Hai un prodotto destinato solo ad un determinata fascia di persone? Il tuo servizio è dedicato ad un pubblico professionale?
  • Intercettazione dell’utente: l’utente è a conoscenza del suo bisogno? Che tipo di domanda stiamo intercettando? Latente o consapevole?
    • Domanda latente: è quel tipo di domanda che non parte da una ricerca specifica dell’utente finale ma viene stimolata da noi. Il nostro compito in questo caso è quello di stimolare il bisogno nella mente dell’utente;
    • Domanda consapevole: a differenza di quella latente è scaturita da un bisogno conclamato nell’utente che effettua la ricerca.
  • Conoscenza dell’utente: l’utente sa già di cosa sto parlando o deve essere “istruito”? L’utente riesce a capire il valore di quello che gli sto offrendo?
  • Tipo di contenuto: il tuo utente tipo da che tipo di contenuto è attratto? Cosa sono abituati a utilizzare online (blog, social, determinati tipici siti web, app, etc.)?

Probabilmente non saprai rispondere a tutto con esattezza, per questo ti posso consigliare di utilizzare tutto ciò che ti può offrire il web (qualche tool davvero interessante che ti consiglio di testare sono Buzzsumo, SemRush, Google Dataset Search e Google Trend), banalmente anche facendo ricerche in Google e consultando le ricerche correlate puoi avere un’idea di cosa cercano le persone.

Se sei interessato, posso scrivere un approfondimento sulla tematica delle analisi di mercato dal punto di vista web. Fammelo sapere nei commenti!

Una volta risposto a tutte queste domande dovresti avere una buona analisi di base per quanto riguarda il target (dico di base perché con il tempo imparerai ad analizzare aspetti che magari non inizialmente non ti interessa considerare).

Lo stile comunicativo

stile comunicativo canali digital marketing

Quando parlo di stile comunicativo intendo la forma/metodo con cui vuoi comunicare ai tuoi utenti tipo

Oltre a analizzare le risorse che hai internamente all’azienda (o le tue capacità se gestisci tutto in autonomia), cerca di analizzare con cura il tuo prodotto. 

Per capirci meglio: il tuo prodotto ha un determinato design o uno dei suoi punti di forza è l’estetica? Probabilmente i canali più azzeccati saranno quelli visivi (esempio Instagram) e magari non quelli dove il fulcro della comunicazione è il testo.

Se dobbiamo riassumere il tutto in un procedimento standard, chiediti che tipo di contenuto esalterebbe ciò che proponi e solo a quel punto cerca il canale digital marketing che risponde alle tue esigenze.

Il Budget

Passiamo alla nota dolente dell’analisi: il famigerato budget.

Mi dispiace dirtelo, ci “litigherai” ogni volta che lavorerai sul web. Ti sembrerà sempre poco per quello che offre il web e penserai che con qualche centinaio di euro in più la tua campagna girerebbe meglio.


Mettiamola così, il sogno di avere un budget illimitato lo abbiamo tutti, ma se si analizza bene la situazione e si fanno scelte ragionate il budget da ristretto può diventare corretto per quello che devi fare.

In questo caso dovrai capire quali sono i canali che ti permettano di lavorare per un determinato periodo di tempo (di solito su progetti destinati a durare nel tempo calcoliamo il budget annualmente e facciamo un check a metà anno) rimanendo nel budget e permettendoti di avere un ROI (ritorno sugli investimenti) adeguato.

Il discorso ROI è un discorso da ragionare con tanta attenzione perché in base al canale che sceglierai potrai avere ritorni immediati o più in la nel tempo o ancora meglio duraturi nel tempo dopo un primo periodo di “vuoto”; per determinati prodotti e con determinate strategia, magari una campagna paid su Instagram può portare risultati immediati ma solo nel breve periodo in confronto ad una attività di SEO che può generare risultati per un periodo davvero lungo (ovviamente la SEO a differenza di una campagna a pagamento ha tempi di attivazione diversi).

Avere una visione chiara dei costi da sostenere per ogni tipo di canali di marketing ti permetterà di  avere una strategia e una pianificazione più precise nel tempo e che ti evitino sorprese spiacevoli (come ad esempio arrivare a metà anno avendo speso tre quarti del budget annuale, che tu ci creda o no può succedere!).

Ok, mi potresti dire che il marketing può essere fatto anche gratuitamente… nulla di più SBAGLIATO! Anche se non invasi budget in campagne paid, utilizzi tempo per creare i contenuti, pubblicarli, moderare eventuali commenti, etc e il tempo è denaro.

Nel calcolo del budget tieni in considerazione anche il tempo impiegato.

Un appunto

Non c’è una logica su quanto è corretto investire sui canali, chiaro: il budget fa tanto, ma è fondamentale capire come e dove investirlo per farlo rendere al meglio. Se hai un budget davvero tanto limitato calcola come sfruttare al massimo e nella migliore delle maniere quello che hai a disposizione e calcola anche i costi dei canali che vorresti implementare, appena inizierai a consolidare i vari canali attivi e incassare dalle attività potrai aggiungere un canale alla volta.

Schema generico dei costi da valutare nel budget:

  • costo delle persone che gestiscono la comunicazione o il tuo tempo che utilizzi per gestire il tutto;
  • software e tools;
  • tempo per lo studio della concorrenza e per le analisi iniziali;
  • tempo per la creazione dei contenuti e per la strategia;
  • budget per le campagne paid
  • eventuali costi dei vari canali di marketing digitale.

L’obiettivo della strategia

Ultimo punto che dovrai considerare è l’obiettivo della tua strategia. 

obiettivo di marketing

Non sempre puoi (o vuoi) vendere direttamente online, magari l’obiettivo della tua strategia digitale è quello di far conoscere il brand (brand awarness), oppure di formare l’utente a tal punto da scaturirgli la necessità del tuo prodotto/servizio; ogni canale di digital marketing ha uno scopo diverso, una caratteristica che ti permette di spingere di più su determinate leve.

Ti faccio qualche esempio:

  • Vuoi fare branding o aumentare la brand awarness? Utilizza i social, gli annunci paid su motori di ricerca e social e fai SEO;
  • Vuoi posizionarti come esperto o influencer per un determinato settore? Allora puntare sul blog, sul content marketing e sui social può essere la strada più corretta.

Avere ben chiari e fissare degli obiettivi per la tua strategia di marketing aumenteranno le tue probabilità di successo. infatti, secondo uno studio di CoSchedule, fissare degli obiettivi per la strategia di marketing può aumentare del 376% le probabilità di successo rispetto a quelli che non li fissano.

Per iniziare, parti fissando obiettivi realizzabili, specifici, misurabili e pertinenti.

Una volta definiti anche gli obiettivi, dovrai mettere a confronto le analisi di ogni singolo punto e trovare i canali più adeguati a ciò che serve alla tua strategia web.

Qualche esempio di canale digitale con i suoi vantaggi

Qui sotto ti inserirò qualche esempio di canale digital marketing più utilizzato con i suoi vantaggi o le sue applicazioni.

  1. Social Media Marketing
    Sui social potrai avere un rapporto diretto con i tuoi utenti tipo, praticamente una conversazione uno a uno. Altri due vantaggi sono la velocità di propagazione dei contenuti e la possibilità di ricondivisione dei contenuti da parte di altri membri della community.
    Questo canale è ideale per:
  • Costruire relazioni
  • Targettizzare il pubblico
  • Aumentare la brand awarness
  • Vendere direttamente
  1. Email marketing
    Uno dei metodi più universali e utilizzati da tutti i brand. Ideale per le aziende B2B, uno dei suoi pro è la sua propensione ad avere un ROI alto. Oltre a queste caratteristiche, è facilissimo tracciare tutti i comportamenti degli utenti.
    È ideale per:
  • Vendere direttamente
  • B2B
  • Lead nurturing
  • Generazione di lead
  1. Content Marketing
    Questo canale è quello utilizzato dalla maggior parte delle attività web, a differenza degli altri canali ha un costo molto più basso e ti permette di avere risultati costanti nel tempo se abbinato anche a una buona SEO. È talmente diffuso che il 91% delle attività sul web lo sfrutta per raccontare di se e per parlare di tematiche inerenti al proprio settore.
    Qualche esempio di content marketing possono essere: i post sul blog, le infografiche, gli ebook, le recensioni e molto molto altro ancora.
  2. SEO
    Te l’ho già accennata qui sopra per il content marketing. Sono due canali che vanno molto spesso di pari passo. Una buona attività di content marketing se legata ad una buona attività di SEO può portare il sito ad avere grandi volumi di traffico in target. Grazie alla SEO puoi anche aumentare la tua autorevolezza e l’awarness.
  3. Paid advertising (Pay per clic)
    Anche senza avere esperienza web avrai sicuramente avuto a che fare con delle ads PPC (Pay Per Clic), vuoi un esempio? Gli annunci di ricerca su Google.
    Sicuramente richiede una analisi più completa per trovare il giusto modo per intercettare gli utenti tipo ma ti permette di avere risultati immediati e facilmente controllabili.
    Il grande vantaggio di questo canale è la possibilità di intercettare il pubblico nel momento del bisogno (quando un utente fa una ricerca è perché ha ben chiaro il suo bisogno ed è nel momento ideale del processo di scelta).

Questi sono alcuni dei più classici esempi di canali di digital marketing che puoi sfruttare per il tuo brand. Il consiglio che ti posso dare è di non fermarti a questi ma sperimentare e testare le varie alternative che il web ti propone (un esempio molto interessante è il mondo dei video ad esempio).

3 errori comuni

errori comuni scelta canali digital marketing

Ci é capitato spesso di parlare con aziende e/o professionisti che si sono trovati in difficoltà durante le fasi di start-up del loro progetto web e nella scelta dei canali su cui investire, qui sotto ti voglio elencare 3 errori comuni in modo che tu li possa evitare.

  1. Scegliere prima i canali del target
    Ti posso assicurare che ne ho sentiti tanti così! Magari mossi influenzati dai numeri del social del momento, alcuni brand/aziende decidono di buttarsi in determinati canali sprecando risorse e tempo senza ottenere alcun risultato concreto. Conoscendo gli utenti tipo, sarà naturale capire come e dove raggiungerli!
  2. Non testare e non analizzare
    Non finirò mai di dirlo (anzi, se parlerai con noi di Diversamente Digitali lo sentirai dire da chiunque lavori con noi) sul web bisogna testare!! Non è possibile trarre conclusioni e di conseguenza scelte senza aver testate tutte le strade possibili in quel canale e aver sotto mano dati concreti. Purtroppo il percepito non basta!
  3. Scoraggiarsi dopo il primo mese senza risultati
    Sviluppare un prodotto o un brand sul web è un pò come partecipare ad un campionato di calcio, anche se perdi la prima partita non vuol dire che non hai più speranze di vincerlo.
    Sul web hai bisogno di costanza, devi attenerti al piano che hai studiato; è facile che il primo mese non porterai a casa risultati, è normale! L’importante è non demordere e continuare per la propria strada!

Conclusione

Spero che con questo articolo ti abbia fatto un pò di chiarezza e dato una mano per lanciare il tuo brand o il tuo prodotto online. E tu come affronti solitamente questa fase di start-up? Hai qualche difficoltà in particolare? Fammelo sapere nei commenti qui sotto!

A presto
Paolo